C’è un posto in ogni nostro cuore, colorato di giallo e blu. In questo posto si racchiude il nostro amore smisurato per le costruzioni. Una sorta di ricordo primordiale di quando, da piccoli, giocavamo con il lego e con il meccano. Da grandi, impugniamo come una spada una brucola e compriamo mobili da montare.
Sono fortunato. Ho la mia ragazza che deve arredare casa. La voglia di montare mobili ti prende. Prenderebbe qualsiasi maschio. Il maschio comune, serie limitata, etero, puzzone, peloso e con gli interni in pelle, ha la predisposizione genetica per esaltarsi davanti ad una cosa da montare. Il problema è quello che viene prima e dopo il montaggio.
Prima: gli acquisti.
Bisogna sempre partire di prima mattina. Il mattino ha l’oro in bocca ma soprattutto, se devi comprare mobili è meglio farlo con poca gente che ti passa attorno urtandoti e fregandoti i carrelli. Se la vostra ragazza prenota un furgone a noleggio incominciate a preoccuparvi. Per il resto basta lasciarsi trasportare in un magico mondo fatto di mobili montati bene, incastrati in scenografie da rivista di arredamento. Li vedete funzionare, i cassetti si aprono, le porte di aprono e le mensole non cadono. Guardate tutto con attenzione perchè quello è un mondo perfetto. Il vostro sarà un inferno.
I pacchi non si spostano da soli.
Maledetta gravità. I pacchi ikea sono una perfezione di imballaggio. Tutto compatto, per occupare meglio lo spazio, inspiegabilmente difficili da prendere e pesanti da sollevare. Aggiungete un pizzico di scalini, pianerottoli piccoli e un po’ di pioggia è il vostro addestramento di guerra è servito. Finirete la giornata con dei polpacci favolosi, muscolosissimi e continuerete il giorno dopo con un mal di schiena epocale.
Lo scontrino.
Quello che contraddistingue il maschio comune dopo l’acquisto è l’attento riesame dello scontrino. Quello ikea ha un problema. E’ pieno di insulti in svedese, che loro ci proprinano come i nomi dei mobili ma secondo me resta sempre la parola “Pirla” detta in qualche dialetto o con diverse varianti. Personalmente ho recitato tutto lo scontrino ad alta voce e ho resuscitato due gatti. Meglio del necronomicon!
Il montaggio.
Le istruzioni sono a prova di imbecille, ma svedese. L’imbecille Italiano procede in questa maniera: legge le prime tre pagine, fa la faccia convinta di uno che ha capito tutto e salta alla quattro facendo i primi tre passaggi in un millisecondo con tre mosse di un braccio. Arrivati al punto cinque, si rismonta tutto, perchè si sarà sicuramente dimenticato un pezzo nel punto due. Consiglio: se avete un amico chiamatelo. Le legge universale vuole che l’amico sia praticissimo. Se l’amico non ha tempo o declina l’invito, recitare lo scontrino ad alta voce tramite il telefono in maniera di trasformarlo in uno zombie obbediente ai vostri ordini.
Il risultato finale.
Finalmente, dopo aver montato tutto ci si interroga sempre sul fatto che all’ikea, era diverso. Montato meglio. Non si rompe ogni volta che si tenta di aprire il cassetto. Non sembra un accozzaglia di legno fuoriuscita da un incidente di falegnameria. L’orgoglio invece di aver montato tutto, fa aumentare l’adrenalina e il maschio comune si sente appagato.
P.S. recitare lo scontrino alla propria ragazza pensando che questo possa ipnotizzarla dal perseverare a comprare mobili ikea non funziona. Sortisce l’effetto contrario.

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