Ogni tanto parto per la mia crociata. Un crociata vecchia come il mondo, mai terminata. Mi armo di scudo, spada e cammino verso l’alba in cerca del mio nemico. Non ho molto da cercare. La mia è la crociata conto l’idiozia. Basta guardarmi attorno per scoprire fortezze da espugnare, terre sante da assediare e infedeli da trucidare.
L’idiozia è una caratteristica predominante dell’essere umano comune. Tutti ne abbiamo una parte, certi la nascondono, altri la mostrano come un tesoro o un opera d’arte da appendere alla parete, ma al contrario di un Picasso non lo lasciano dentro una cassaforte o appeso in salotto. Se lo portano con loro quando escono, lo ostentano deliberatamente e ne fanno vanto. Così ti accorgi una mattina, dopo esserti svegliato, dopo esserti affacciato alla finestra, che i tuoi giovani vicini, avevano intenzione di portare via la scala con cui avevano dato il bianco il giorno prima. In auto. L’hanno infilata dal baule. Hanno chiuso con forza il baule, non curandosi della lunghezza della scala e frantumando in un sol colpo il vetro posteriore. Un quarto d’ora fermi, a guardare cosa avevano combinato, a chiedersi perchè, nel silenzio provocato dai loro due neuroni che ruotano nello spazio enorme dei loro piccoli cervellini. Poi, nel pomeriggio, un gentile cammionista che stava di fronte a te cerca di passare attraverso al sottopasso della ferrovia. Come capire a che altezza regolare le sospensioni per passare di sotto al ponte se non a tentativi? Dopo parecchie ammaccature e il parapetto del ponte completamente scardinato, il cammionista se ne va per la sua lunga strada lasciando allibiti tutti quelli dietro lui che hanno visto la scena. Dopo una giornata del genere non puoi che prendere o scudo crociato, vestirti con un armatura e camminare verso l’alba, cercando le forze per combattere una lotta infinita. Contro la stupidità, contro l’assenza di attività cerebrale, contro l’assurdità di una massa di persone sempre più in crescita. Poi quando arrivi a metà strada della tua personale crociata, praticamente a due metri sul marciapiede, pensi. E ti fotti. Pensando, ragioni. Capisci che la tua lotta è inutile, insensata. Troppe persone. Troppi nemici. Uniformarsi è una soluzione. Se non puoi batterli, alleati. Deponi le armi e torni a casa. Non sai se essere soddisfatto. Pensi solamente “Ci starà la scala nel baule?”.

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