L’Italia, paese di Santi e Navigatori, ha sempre avuto in percentuale maggiore la seconda categoria, mentre la prima è venuta a meno col tempo.

Molte realtà che vedo e vivo tutti i giorni, hanno qualcosa di surreale e sembrano uscite dalla penna di un mal pagato autore di fiction di terza serie. Ultimamente mi sono scrontrato con una realtà un po’ diversa dalle mie familiari “rive del po’ “. 

Cuorgnè, cittadina dell’alto canavese, luogo di ritrovo ed inizio delle mie serate in compagnia di amici, territorio natale e “residenziale” di alcune delle persone a me più vicine. Prima la conoscevo solamente per i suoi pub “schietti e sinceri” nella sue vicinanze e per una enoteca delle più rifornite dell’alto canvase. Poi ho incominciato a viverla un po’ di più e a sentir parlare di giunte comunali criticate all’esasperazione, pro loco latitanti, manifatture ristrutturate male e gestite peggio. Cose comuni e normali in canavese. La critica per gli italiani è un sacrosanto dovere costituzionale e lamentarsi di tutto quello che si ha e che si dovrebbe avere è lo sport più in voga dopo il calcio. Quello che mi stupisce ultimamente è l’interesse e la partecipazione degli abitanti della zona verso il dibattito pubblico e la chiacchiera da bar. Ero abituato a un tacito menefreghismo soprattutto su questioni di natura sociale e politica e questa contro-tendenza mi incuriosisce. Mi sono imbattuto persino in un blog dedicato alla città dell’alto canavese in cui si fa, a parer mio, una critica costruttiva verso quello che non c’è e che ci dovrebbe essere. Critiche tante. Proposte poche. Peccato. Mi sarei aspettato, da persone che riescono in maniera tanto chiara descrivere situazioni disastrose una passione simile anche nel proporre soluzioni, intuire possibili spiragli di salvezza per riaccendere la luce sulle ombre locali. Ritengo già un grosso fatto in avanti che esistano persone che discutano su questioni spinose, che facciano giusta informazioni su quello che sta succedendo nel comune e che si pongano domande sul futuro.

Per il resto io osservo, dall’alto, e sorrido, divertito da un lato e compiaciuto, andando in apnea in questa realtà non mia ma in cui sto prendendo le misure per sentirmi un pò più a casa.

 Blog Cuorgnè